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Luiz Inacio Lula da Silva è stato rieletto presidente del Brasile. Nel ballottaggio delle elezioni ha battuto Flavio Bolsonaro ottenendo il 51,78% dei voti e conquistando così il quarto mandato alla guida del paese. Bolsonaro, il più votato al primo turno delle consultazioni, nella sfida decisiva non è andato oltre il 48,22%. Lula, nel primo discorso a San Paolo dopo la vittoria, ha lodato “la generosità del popolo brasiliano” e ha evidenziato il ruolo decisivo dei giovani, che “sono scesi in strada per difendere la democrazia brasiliana in un’elezione che ha segnato la sconfitta della negatività e delle bugie”.
Nel discorso, spazio anche per un messaggio indirizzato agli Stati Uniti di Donald Trump: “Questo paese non accetterà di essere il cortile di qualcuno”. “Queste elezioni mi hanno insegnato molte lezioni. Posso garantirvi che cambieremo il modo in cui governiamo questo Paese. Voglio dirvi che coinvolgeremo maggiormente i cittadini nelle nostre decisioni. La comunicazione digitale avrà un ruolo di primo piano nel mio governo”, ha detto, preparandosi al confronto con il Congresso, nel quale siedono molti politici che hanno sostenuto Bolsonaro: “Questo Paese ha una Costituzione. Nessuno è obbligato ad apprezzare il presidente, che però è stato eletto per governare per tutti ed è stato eletto per governare nel rispetto della Costituzione. C’è già chi dice che Lula avrà molte difficoltà a governare perché il Congresso è conservatore. Non sono stato io a scegliere il Congresso, l’ha scelto il popolo ed è” con il popolo “che voterò, lavorerò e approverò le decisioni”.
Da Brasilia, Bolsonaro ha contestato il risultato criticando la decisione con cui la Corte Suprema ha prorogato di 2 ore l’apertura dei seggi in diverse aree del paese: “Quello che è successo è impossibile, inaccettabile e inspiegabile”. “Le regole del gioco sono state cambiate mentre la partita era ancora in corso”, ha detto Bolsonaro, puntando il dito contro “gli amici di Lula che siedono alla Corte Suprema”. Bolsonaro ha tenuto un breve discorso, circa 5 minuti, senza rispondere a domande dei media. Il candidato sconfitto si è presentato davanti alla stampa quando a San Paolo era già terminato il discorso di Lula. “Io non abbandonerò il Brasile – ha detto Bolsonaro rivolgendosi ai sostenitori – e spero non lo facciate nemmeno voi”.
Il voto per il ballottaggio si è svolto in una giornata caotica. Il giudice della Corte Suprema brasiliana Cristiano Zanin ha accolto una richiesta avanzata dallo staff di Lula, che ha chiesto una chiusura ritardata dei seggi facendo riferimento a ‘incidenti’ che hanno coinvolto mezzi destinati al trasporto degli elettori verso i seggi in diversi stati. Anche l’entourage di Bolsonaro aveva richiesto una proroga in alcune aree del paese, motivando l’apertura prolungata dei seggi con le difficoltà provocate dalle forti piogge. La proroga è stata concessa attorno alle 17 di domenica 25 ottobre, ora locale di Brasilia, mentre in molti seggi erano già state concluse le operazioni.
Lula, che il 27 ottobre compie 81 anni, si è imposto con una rimonta sorprendente rispetto ai risultati del primo turno, nel quale aveva ottenuto il 45,16% rispetto al 47,03% del rivale che aveva conquistato 2,2 milioni in più. Mai, dal ritorno della democrazia nel paese dalla fine degli anni ’80, il candidato superato al primo turno era riuscito poi a imporsi al ballottaggio.
Al ballottaggio Lula – che nel 2022 aveva sconfitto Jair Bolsonaro, padre di Flavio – ha ribaltato totalmente la situazione trionfando con un margine di 4,3 milioni di voti. Le prime analisi evidenziano il decisivo calo dell’astensione: se al primo turno aveva raggiunto il 21,08%, penalizzando evidentemente soprattutto il presidente, nel round finale è scesa al 19,21%. In totale, più di 128,1 milioni di brasiliani sono andati a votare. Gli astenuti sono stati circa 30,4 milioni.
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